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Nel corso dell’audizione R.ETE Imprese Italia ha evidenziato (vedi documento allegato) che la pressione fiscale in Italia resta molto alta, nonostante negli ultimi anni se ne sia registrata una riduzione, e si colloca in un sistema fiscale profondamente iniquo nella tassazione dei redditi e che ha visto un incremento importante degli obblighi di comunicazione a carico delle imprese. Servono quindi interventi urgenti volti a ridurre la pressione fiscale, garantendo, al contempo, maggiore equità nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro; invertire la tendenza di questi ultimi anni in ordine al trasferimento sulle imprese di gran parte degli oneri dei controlli; usare la leva fiscale per aumentare la domanda interna.

Fra le richieste avanzate, si evidenzia:

  • IRI è stato chiesto che la disciplina entri in vigore, come attualmente previsto, dal 2017 e non vi sia un rinvio della stessa che determinerebbe la mancata riduzione della pressione fiscale, quantificata nella Relazione Tecnica in circa 2 miliardi di euro, per migliaia di imprese personali che reinvestono nella propria azienda parte degli utili generati nel 2017;
  • riporto delle perdite per i soggetti in regime di contabilità semplificata. In assenza di tale riporto il regime risulta sostanzialmente antieconomico per moltissime imprese. Quindi vanno uniformate le diverse discipline fiscali di riporto delle perdite, estendendo alle imprese personali (in contabilità ordinaria e semplificata) le regole sul riporto delle perdite oggi previsto per le società di capitali;
  • obbligo di fatturazione elettronica fra imprese. E’ necessario procedere con estrema cautela nel rendere obbligatoria la fatturazione elettronica fra privati, considerato che coinvolge tutti i titolari di partita IVA è necessario il coinvolgimento delle rappresentanze d’impresa e professionali in un progetto di medio periodo. La fatturazione elettronica fra privati non deve essere resa obbligatoria, ma l’adesione dovrebbe restare spontanea in relazione ai vantaggi, sia in termini di processi aziendali che di minori adempimenti tributari.

Entrando nel merito del provvedimento è stato richiesto che:

  1. la trasmissione delle fatture attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) deve essere gratuita ed improntata alla massima semplicità, la consegna della fattura in formato elettronico deve avvenire sulla base del codice fiscale della controparte evitando l’assegnazione di “codici univoci”;
  2. oltre alla completa gratuità del software per la creazione e trasmissione delle fatture elettroniche in grado di integrarsi facilmente con i sistemi gestionali delle imprese, il sistema di Interscambio deve garantire anche la conservazione sostitutiva delle fatture sia ai fini fiscali che civilistici;
  3. deve essere eliminata la previsione di invio mensile dei dati delle fatture relative ad operazioni intercorse con controparti non nazionali considerato l’inutilizzabilità del dato per l’oggettiva impossibilità di “incrociare” le informazioni con tali soggetti. Se venisse mantenuto tale obbligo, la soppressione dell’adempimento relativo alla trasmissione telematica dei dati delle fatture sarebbe ampiamente colmato, in termini di maggiori oneri, da 12 trasmissioni mensili;
  4. la sanzione applicabile in caso di fatture emesse non in formato elettronico è assolutamente non proporzionale al potenziale danno per l’erario (sanzione che va da un minimo del 90% ad un massimo del 180% dell’IVA);
  5. le riduzioni di adempimenti a seguito dell’obbligo di fatturazione elettronica non possono limitarsi alla sola abrogazione della trasmissione telematica delle fatture. Vanno previsti ulteriori benefici quali, ad esempio:
  • l’eliminazione dello “split payment”;
  • l’innalzamento del limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità per poter compensare i crediti fiscali da 5.000 a 50.000 euro;
  • l’eliminazione dell’obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA;
  • l’effettuazione dei rimborsi IVA entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale;
  • la riduzione consistente della ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili per cui si rende applicabile la detrazione fiscale.
  • Proroga delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica, le ristrutturazioni edilizie. Soddisfazione per la proroga, anche per il 2018, nelle medesime misure del 50% delle agevolazioni fiscali relative agli interventi di ristrutturazione edilizia mentre è stato evidenziato come la riduzione della detrazione dal 65% al 50% per alcuni interventi di riqualificazione energetica (finestre, comprensive di infissi, schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione) possa compromettere gli effetti positivi che questi benefici fiscali hanno avuto negli ultimi anni su settori trainanti dell’economia nazionale duramente colpiti dalla crisi, e – a maggior ragione – per l’efficacia che potranno continuare ad avere per favorirne la ripresa economica. Per questo è stato richiesto lo stralcio della riduzione dell’aliquota di detrazione al 50% con la conferma dell’attuale aliquota del 65%.
  • Proroga del “superammortamento” e dell’“iperammortamento”. Ai fini della ripresa degli investimenti risulta particolarmente importante la proroga del cosiddetto “superammortamento” dei costi sostenuti nel 2018 dalle imprese per l’acquisto dei beni strumentali all’esercizio dell’attività economica. Perplessità sia per la riduzione della percentuale di ammortamento dal 140% al 130% sia per l’esclusione da tale previsione degli investimenti nei veicoli e negli altri mezzi di trasporto, di cui all’articolo 164, comma 1, del TUIR.

Nel documento, inoltre, sono state avanzate, una serie di ulteriori richieste:

  • totale deducibilità dell’IMU corrisposta sugli immobili strumentali delle imprese;
  • definizione dell’“autonoma organizzazione” ai fini dell’IRAP ovvero incremento della franchigia IRAP per le piccole imprese;
  • riduzione della ritenuta sui bonifici relativi a spese che concedono detrazioni fiscali;
  • graduazione dell’ammontare dei versamenti in acconto delle imposte per i soggetti IRPEF che iniziano l’attività ovvero per quelli che fuoriescono da regimi agevolati;
  • estensione per tutte le spese per lavori edili della possibilità di “cedere allo sconto” anche al settore bancario i benefici della detrazione.

 

Riportiamo nell'allegato di seguito disponibile il testo dell'audizione dello scorso 6 novembre di R.ETE. IMPRESE ITALIA alle Commissioni congiunte 5a Programmazione economica, bilancio e V Bilancio, tesoro e programmazione:

pdfR.E-TE.-Imprese-Italia-Testo-Audizione-6-11-2017.pdf