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Base TRASPORTI

La riunione tra le delegazioni italiana e turca per stabilire il numero delle autorizzazioni bilaterali per l'autotrasporto, che si è svolta a Roma il 12 febbraio 2015, è stata piuttosto movimentata ed è terminata senza alcuna decisione, perché le associazioni italiane si sono opposte alla richiesta di quelle turche di aumentare il numero. Ora, il numero massimo delle autorizzazioni all'autotrasporto bilaterale tra Turchia e Italia è 37mila e la delegazione turca ne ha chieste 14mila in più, sostenendo che il traffico verso diverse destinazioni europee è aumentato negli ultimi anni. In particolare, i vettori turchi aumentano i viaggi per Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Germania. Le associazioni dell'autotrasporto italiane si sono però opposte, affermando che in traffico tra i due Paesi è diminuito del 15% in tonnellaggio.

Invece, gli italiani hanno chiesto di aumentare la qualità dei veicoli, piuttosto che la quantità (concedendo autorizzazioni solo per camion Euro 5 e superiori) e favorendo l'uso dell'intermodale, muovendo i veicoli turchi su nave fino ai porti italiani (soprattutto Trieste) e facendoli proseguire su treno. In tal senso, le associazioni italiane propongono l'istituzione di ottomila autorizzazioni solo intermodali. Gli italiani hanno chiesto anche l'aumento delle autorizzazioni al trazionismo. Un altro punto di contrasto riguarda le regole sulle procedure doganali. Le associazioni italiane chiedono una maggiore armonizzazione. Giunti allo stallo, non si è raggiunto un accordo tra trasportatori. Ora la parola ai Governi. Le associazioni chiedono al Governo di riconsiderare la politica del trasporto internazionale che il nostro Paese ha portato avanti negli ultimi anni in sede di Accordi bilaterali con i Paesi extra-UE, che ha decretato la perdita di commesse del trasporto nazionale a vantaggio di operatori stranieri.