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Base EDILIZIA

Tutte le Organizzazioni imprenditoriali del comparto delle costruzioni, tra cui ANAEPA Confartigianato Edilizia, hanno promosso una petizione (coordinata dall’ANCE), come segno tangibile della protesta forte e unitaria dell’intero settore finalizzata a portare all’attenzione di Governo e Parlamento gli effetti dello split payment (scissione dei pagamenti) e del reverse charge (inversione contabile), meccanismi che, dal 1° gennaio, impongono una procedura burocratica onerosa per il rimborso dei crediti IVA che legittimamente spettano alle imprese. Con l’introduzione dello split payment inserito nella legge di stabilità 2015, infatti, l’impresa continuerà a pagare l’IVA ai propri fornitori, ma senza incassarla, in quanto versata direttamente all’erario dal committente pubblico, determinando così per l’azienda una minore liquidità.
Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione a sostegno dell’iniziativa finalizzata ad evitare che lo split payment faccia chiudere migliaia di imprese.

Banner 11-02-2015

“No allo split payment”: è questo il titolo della petizione promossa dall’ANAEPA Confartigianato Edilizia insieme all’Ance, Cna e Alleanza delle Cooperative, come segno tangibile della protesta forte e unitaria dell’intero settore finalizzata a portare all’attenzione di Governo e Parlamento gli effetti dello split payment, meccanismo che incide sulla liquidità delle imprese già fortemente pregiudicata dal fenomeno dei ritardati pagamenti della PA.

Lo split payment (scissione dei pagamenti) è stato introdotto con la Legge di stabilità 2015 e prevede che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate dalle imprese nei confronti di enti pubblici, le Pubbliche amministrazioni versino l’Iva direttamente all’Erario. In questo modo, gli imprenditori fornitori di beni e servizi alla Pa si troveranno in una posizione creditoria. In sostanza l’impresa continuerà a pagare l’iva ai propri fornitori, ma senza incassarla in quanto dovrà essere versata all’erario dal committente pubblico, determinando così per l’azienda una minore disponibilità di liquidità.

Anche Rete Imprese Italia si è subito mobilitata chiedendo a Governo e Parlamento un intervento immediato per abrogare lo split payment a partire da marzo, quando sarà obbligatoria la fatturazione elettronica per tutte le operazioni con la P.A., e per escludere l’applicazione del reverse charge nei casi di fatturazione elettronica tra imprese.

Infatti sempre dal 1° gennaio 2015, per effetto della legge di Stabilità, si amplia l’ambito di applicazione del meccanismo del reverse charge a nuovi settori di attività, tra cui anche al comparto edile (prestazioni di demolizione, installazioni di impianti e completamento di edifici). Tale sistema di inversione contabile, in pratica, derogando alla disciplina generale sull’Iva, trasferisce gli obblighi di assolvimento dell’imposta dal cedente all’acquirente. Fino allo scorso dicembre il reverse charge era impiegato solo nei subappalti del settore costruzioni e dal 1° gennaio viene esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici.

I due meccanismi fanno aumentare in modo esponenziale i crediti Iva degli imprenditori e peggiorano la situazione finanziaria, già precaria, delle imprese che operano con la Pubblica Amministrazione o che lavorano nei settori dell’edilizia, dell’impiantistica, dei servizi di pulizia e della distribuzione organizzata.

Perché le imprese rischiano di chiudere?

RIMBORSO CREDITI IVA
dovrebbe essere immediato
In Italia ci vogliono 2 anni e mezzo

PAGAMENTI PA
dovrebbero essere effettuati in 60 giorni
In Italia la Pa paga in media con 6 mesi di ritardo

CREDITO
Il settore delle costruzioni è vittima di un crollo dei finanziamenti concessi dalle banche (dal 2007 al 2013 complessivamente -70%)

RISULTATO: per colpire un’azienda disonesta si ammazzano tutte quelle oneste che si vedono negata una liquidità vitale in un momento così difficile.


Firma la petizione!
http://www.ance.it/net_ance/petizione.aspx