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Base Categorie ALIMENTAZIONE

Da oggi (01° aprile 2015) la provenienza della carne fresca di maiale, agnello, capretto e volatili non sarà più anonima, grazie all’entrata in vigore anche in Italia del nuovo Regolamento che impone l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili.
Prende avvio così l'etichettatura d'origine delle carni fresche. Il 17 dicembre 2013, infatti, la comunità europea ha adottato una norma d'attuazione del regolamento 1169/2011 che fissa le regole per l'indicazione del paese o luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate e congelate di suino, ovi-caprino e di pollame. Si è così completato un percorso iniziato circa 15 anni fa con l’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, introdotto sotto la spinta dell’emergenza “Bse” con il regolamento Ce 1760/2000 che impose l’obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione.

“Non possiamo che salutare con favore l’introduzione di questa novità - afferma il Luigi Tempera, presidente della Confartigianato Alimentaristi delle province di Ascoli Piceno e Fermo - perchè la nuova norma, che pone una serie di regole chiare, uniformi e auspicabilmente stabili per gli operatori del settore, consentirà ai consumatori europei di conoscere l'origine e la provenienza delle carni”.
Il settore dell'industria di macellazione si augura che l'introduzione dell'indicazione dell'origine delle carni porti ad una maggiore valorizzazione delle carni suine italiane, riconoscendo il contenuto qualitativo della produzione suinicola nazionale.
Per maggiori informazioni, l’ufficio Lavoro della Confartigianato è a disposizione al tel. 0736.336402, 0734.229248, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., sito web http://confartigianato.apfm.it.
Dalla nuova norma restano escluse la carne di coniglio e quella di cavallo ed anche le carni di maiale trasformate in salumi. Una carenza da colmare al più presto visto che in Italia molti prosciutti sono prodotti con cosce di maiali stranieri.

Si consiglia la lettura attenta della circolare completa qui riportata e del Regolamento UE: