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reverse charge

  • REVERSE CHARGE PER TABLET E PC PORTATILI DAL 2 MAGGIO 2016

    La nuova formulazione dell'articolo 17 D.P.R. n. 633/72 introduce dal 2 maggio 2016 l'obbligo del meccanismo per le cessioni di console da gioco, tablet, laptop e modifica l'elenco delle cessioni soggette a reverse charge, facendo "pulizia" di quelle non entrate mai in vigore per assenza di autorizzazione comunitaria.

    Il decreto legislativo n. 24 dell'11 febbraio 2016 (pubbl. nella G.U. n. 52 del 3 marzo 2016), modificando l'articolo 17, D.P.R. n. 633/72, ha introdotto delle novità che riguardano il meccanismo del reverse charge. Il decreto legislativo, come specificato dall'articolo 3, è entrato in vigore il 3 marzo u.s., ma alcune novità decorrono dal 2 maggio p.v. (cioè, dal sessantesimo giorno successivo all'entrata in vigore del decreto).

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  • REVERSE CHARGE: DAL 01° GENNAIO 2015 AMPLIATA LA PLATEA ALL'EDILIZIA, SERVIZI DI PULIZIA IMMOBILI, SETTORE ENERGETICO E CESSIONE ALLA GDO

    Il meccanismo del reverse charge, previsto dall’articolo 17, comma 5, del D.P.R. n. 633/72, prevede l’assolvimento dell’IVA da parte del cessionario soggetto passivo d’imposta.
    A tal fine:

    • la fattura è emessa dal cedente/prestatore senza addebito di IVA con l’annotazione “inversione contabile” e l’eventuale indicazione della norma;
    • la fattura è integrata dal cessionario con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta;
    • la fattura è annotata dal cessionario sia nel registro delle fatture emesse o corrispettivi (entro il mese di ricevimento o anche successivamente, ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese) sia nel registro degli acquisti.

    L’obiettivo del meccanismo, come è noto, è quello di ridurre il rischio di evasione dell’imposta: invertendo l’onere del versamento (dal cedente al cessionario), si evita in sostanza che l’acquirente porti in detrazione il tributo che potrebbe non essere corrisposto all’Erario da parte del cedente.

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