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pensionati

  • DATI ISTAT, IL PARERE DEL PRESIDENTE ANAP, GIAMPAOLO PALAZZI “IL VERO PROBLEMA È CREARE OCCUPAZIONE”

    “Il problema, il vero problema è l’occupazione. Questi dati dovrebbero far riflettere quanti ritengono che sia prioritario mettere ancora le mani nelle tasche dei pensionati (ai quali peraltro, inspiegabilmente, non è stato esteso il bonus degli 80 euro) con pensioni superiori ai 2 mila euro lordi, ‘rei’ di essere andati in pensione con le regole in vigore nel tempo e non con quelle introdotte successivamente”. È il commento del Presidente dell’Anap, Giampaolo Palazzi, in merito ai dati Istat sulla disoccupazione record resi noti nei giorni scorsi.

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  • LE PROPOSTE DEL PRESIDENTE ANAP, GIAMPAOLO PALAZZI ALLA LEGGE DI STABILITA'

    “SI PENSI AGLI ANZIANI, PER TROPPI LA SITUAZIONE NON È PIÙ SOSTENIBILE”

    Roma, 27 novembre 2014: “La Legge di Stabilità 2015 non tiene in alcuna considerazione le esigenze dei pensionati, soprattutto di quelli che versano in gravi difficoltà economiche, nonostante sia sotto gli occhi di tutti l’impoverimento progressivo che hanno subito i trattamenti pensionistici e il rischio povertà al quale è soggetta una larga parte dei pensionati”. È la denuncia di Giampaolo Palazzi, presidente dell’Anap, che reputa inoltre l’incremento del Fondo per la non autosufficienza a 400 milioni “del tutto insufficiente a coprire le esigenze delle persone che si trovano in tali condizioni, in maggioranza anziane”.

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  • LEGGE DI STABILITA' 2015, CONSIDERAZIONI DI CARATTERE SOCIALE

    L'ANAP, dopo l’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento della Legge di Stabilità 2015 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2014), fa il punto sulle novità più rilevanti introdotte in campo sociale alla luce degli emendamenti approvati rispetto al disegno di legge originario.

    Permanendo sostanzialmente il medesimo impianto rispetto al testo presentato dal Governo nel mese di settembre, restano immutate le osservazioni riguardo alle singole misure e il giudizio complessivo sul provvedimento, fortemente influenzato negativamente dall’esclusione dei pensionati dal beneficio degli 80 euro mensili erogati ai lavoratori dipendenti con reddito al di sotto di 24.000 euro.

    La manovra approvata ammonta, per il 2015, a circa 34 miliardi di euro, di cui 21,3 miliardi sono minori entrate e 12,7 miliardi maggiori spese. Essa è finanziata con maggiori entrate per 11,6 miliardi, deficit aggiuntivo per 5,8 miliardi, dovuto allo spostamento al 2017 del pareggio di bilancio, due anni dopo la data originariamente stabilita dagli accordi europei, e tagli di spesa per 16,6 miliardi, di cui 8,1 miliardi sono a carico di Comuni, Province e Regioni.

    Il contributo maggiore è quello a carico delle Regioni (4 miliardi), sulle quali gravano peraltro anche gli impegni per il Patto della salute. E – come già messo in evidenza nelle precedenti comunicazioni - è proprio questo un altro punto che suscita perplessità, in considerazione del fatto che il 70 per cento della spesa delle Regioni va in sanità.

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