Logo 2-2 DX

  • 39 0736.336402
  • 39 0734.229248

Base Gruppi ANAP

L'ANAP, dopo l’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento della Legge di Stabilità 2015 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2014), fa il punto sulle novità più rilevanti introdotte in campo sociale alla luce degli emendamenti approvati rispetto al disegno di legge originario.

Permanendo sostanzialmente il medesimo impianto rispetto al testo presentato dal Governo nel mese di settembre, restano immutate le osservazioni riguardo alle singole misure e il giudizio complessivo sul provvedimento, fortemente influenzato negativamente dall’esclusione dei pensionati dal beneficio degli 80 euro mensili erogati ai lavoratori dipendenti con reddito al di sotto di 24.000 euro.

La manovra approvata ammonta, per il 2015, a circa 34 miliardi di euro, di cui 21,3 miliardi sono minori entrate e 12,7 miliardi maggiori spese. Essa è finanziata con maggiori entrate per 11,6 miliardi, deficit aggiuntivo per 5,8 miliardi, dovuto allo spostamento al 2017 del pareggio di bilancio, due anni dopo la data originariamente stabilita dagli accordi europei, e tagli di spesa per 16,6 miliardi, di cui 8,1 miliardi sono a carico di Comuni, Province e Regioni.

Il contributo maggiore è quello a carico delle Regioni (4 miliardi), sulle quali gravano peraltro anche gli impegni per il Patto della salute. E – come già messo in evidenza nelle precedenti comunicazioni - è proprio questo un altro punto che suscita perplessità, in considerazione del fatto che il 70 per cento della spesa delle Regioni va in sanità.

Ancora timida e incerta nel raggiungimento degli obiettivi è, poi, la spending review (cioè gli interventi selettivi e mirati di riduzione della spesa pubblica), tanto è vero che i vincoli posti dall’Unione Europea hanno spinto Governo e Parlamento a prevedere anche un pesante aumento delle aliquote IVA a partire dal gennaio 2016, da applicarsi se non verranno conseguiti gli obiettivi di risparmio e di contenimento del debito pubblico.

Positivo può essere, invece, l’intervento di riduzione di oltre due terzi degli obiettivi del patto interno di stabilità, che dovrebbe creare più possibilità di spesa per Comuni, Province e Città metropolitane a partire dal 2015. Dovrebbe essere un passo verso il definitivo superamento del patto e semplificare l’operatività degli enti locali.

Infine, la Legge di Stabilità 2015 introduce misure in campo sociale da considerare con favore, quali il rifinanziamento di alcuni Fondi sociali, gli interventi per la famiglia, il parziale allentamento della stretta sulle pensioni di anzianità, ma si rivela troppo debole in materia di contrasto all’impoverimento, nella diminuzione delle diseguaglianze e nel favorire il potere di acquisto da parte delle famiglie, senza il quale non possono certo aumentare i consumi interni.

Di seguito le principali novità in materia sociale e di interesse dei pensionati introdotte da emendamenti al testo originario in sede di discussione parlamentare, rimandando per il resto alle precedenti circolari.

  • IMU e TASI: Bloccato per il 2015 il tetto massimo (2,5 per mille) fino al quale i Comuni possono aumentare l'imposizione fiscale sulla prima casa, con un aumento extra limitato allo 0,8 per mille (quindi in totale 3,3 per mille), che scongiura quindi l'iniziale intenzione di innalzare la tassa fino al 6 per mille.
  • Bonus per i figli: riconosciuto un assegno di 960 euro all’anno per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, a condizione che l’ISEE familiare non superi i 25 mila euro. Nel disegno di legge presentato in Parlamento si parlava di reddito non superiore a 90.000 euro. La restrizione delle condizioni di accesso rende più credibile la copertura economica prevista, che è rimasta la stessa pur essendo il numero dei potenziali beneficiari assai ridotto. Sono previsti inoltre buoni acquisto da mille euro per le mamme con almeno quattro figli e un ISEE fino a 8.500 euro.
  • Manutenzioni edilizie: confermato il credito di imposta per i lavori di recupero abitativo e di efficientamento energetico con detrazioni rispettivamente al 50% e al 65%. 65% anche per i lavori che riguardano la prevenzione antisismica.
  • Canone Rai: nessuna modifica al Canone Rai che rimarrà invariato per l’anno 2015 (113,50 euro).
  • Riduzione dei tagli ai Patronati: il taglio delle risorse ai patronati è stato ridotto a 35 milioni di euro. Si è passati da un taglio iniziale fissato a 150 milioni, che poi alla Camera è sceso a 75 milioni e che in sede conclusiva è stato ulteriormente ritoccato a poco più di un quarto dell’importo iniziale. Ovviamente restano ferme le critiche.
  • Bollo auto storiche: sparisce l'esenzione dal bollo per le auto comprese tra 20 e 30 anni di età mentre resta quella per le auto con più di 30 anni.
  • Pensione di anzianità prima dei 62 anni: Vengono eliminate le penalizzazioni previste dalla legge Fornero per chi, avendo maturato l'anzianità contributiva necessaria (42 anni e un mese se uomo e 41 anni e un mese se donna), decideva di andare in pensione prima dei 62 anni di età. La misura, si applica solo a quanti matureranno il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.
  • Stanziamenti per il Fondo nazionale per le politiche sociali: a decorrere dal 2015 lo stanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali è incrementato di 300 milioni di euro, che si aggiungono alla cifra già stanziata nella precedente legge di stabilità (14,5 milioni). Il che significa che per il 2015 il Fondo ammonta a 314,5 milioni, cifra leggermente inferiore a quella disponibile per il 2014 (317 milioni).
  • Stanziamenti per il Fondo per le non autosufficienze: a partire dal 2015 è incrementata la spesa di 400 milioni di euro per gli interventi di pertinenza del Fondo nazionale per le non autosufficienze, ivi compresi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica. Nel d.d.l. originario la cifra era di 250 milioni, vale a dire una riduzione di finanziamento di 100 milioni di euro rispetto alla cifra del 2014. Contro tale riduzione si sono sollevate diffuse proteste e prese di posizione anche politiche oltre che associative che hanno spinto il Governo ad individuare nuove risorse aggiuntive. Nonostante lo stanziamento finale di 400 milioni sia comunque considerato inadeguato ed insufficiente alla copertura delle acclarate esigenze delle persone e delle famiglie, resta il risultato positivo del finanziamento aggiuntivo ottenuto.

Canale Youtube

Seguici sul nostro canale Youtube

YT